
L’ultraportatile è un computer di piccole dimensioni, di solito grande come un libro, meno di un quaderno, insomma una specie di diario sottile, di un peso che va di solito dai 5 etti al kilo.
E’ nato per essere sempre pronto in ogni momento, ad esempio in treno, autobus, aereo, macchina, dentro lo zaino, im valiggetta o in borsa, pronto da usare in pochi secondi, dato che ha un sistema operativo più leggero dei notebook tradizionali, e il discofisso a stato solido, ovvero che funziona come una memoria flash, tipo una chiavetta usb, quindi di rapido accesso e senza dover far girare nessun tipo di disco, ecco perchè l’ultraportatile consuma molto meno e resiste agli urti.
L’ultraporatile più che un computer è un attrezzo per scrivere e comunicare, insomma nell’antichità per prendere appunti in giro avevano tavolette di cera e punteruoli, nel medioevo pergamene e calamai, quindi scrivere in giro era impossibile, nell’800 hanno inventato le penne senza usare quelle d’oca, nel 900 le penne a sfera e blocknotes.
Nell’800 infatti si prendevano appunti su dei bei taccuini di cuoio, tipo i moleskin che vendono alla feltrinelli, anche se ora te li fanno pagare più come oggetto di arredamento o fashion che per dei taccuini per scriverci dentro. Nel 900 più che altro sui pacchetti delle sigarette (da cui la brevità della poesia di ungaretti, ad esempio), oltre che sui quadblock o sul retro degli scontrini. Nel 2008 gli appunti si prendono sul cellulare, ma è un casino scrivere veloci; sul palmare, ma la pennina funziona male; sull’iphone ma dopo 20 parole cominci davvero a immaginare una tastiera dove scrivere comodamente; ed ecco che spunta l’ultraportatile! una tastiera con un formato da moleskin e la possibilità di scrivere sul piccolo computer quasi come se fosse una normale keyboard da desktop pc.
Sarò drogato, ma ormai lo tengo accanto anche quando guardo la televisione, la cosa bella è accenderlo, mettere su un telegiornale e segnarsi le notizie più assurde che riempiono i nostri tg, poi andare vicino al pc normale o al portatile e controllarle una a una, ok si potrebbe fare tutto direttamente dall’ultraportatile, ma mi piace avere i 2 schermi accanto quando posso. Almeno fino a quando usciranno degli schermi ultraportatili, tipo fogli di carta da stendere in giro e usarli come monitor staccato dell’ultraportatile, magari con connessione bluetooth.
Anche quando leggo un libro, me lo tengo sempre vicino e cosi’ al posto di sporcare con gli evidenziatori le cose interessanti, salvo tutto sull’eeepc e poi lo spedisco via mail, lo carico sul blog o semplicemente lo lascio sul discofisso a macerare, che prima o poi tornerò a spremerne qualcosa di utile.
Lo stesso faccio quando sento discorsi assurdi in autobus, infatti con le inusuali speculazioni made in autobus ci si potrebbe scrivere una sorta di Teatro dell’assurdo di Ionescu in versione cyberpunk postmoderno.
Pensate a fare la stessa con l’iphone o col cellulare: ci si mette il doppio, ma è piu’ veloce per iniziare. Questo lo si risolve lanciando l’eeepc o l’ultraportatile che vi piace di più acceso e in modalità sospesa. così in pochi secondi e non in 30 secondi si puù iniziare a scrivere. Finchè le cose da annotare sono piccole imprecazioni o battute allora forse sarebbe più opportuno usare il cellulare, ma se si parla di qualche argomento, appunto argomentando, o elencando qualche dato, allora vi accorgerete subito di quanto sia diverso poter scrivere su una vera tastiera con numeri e parole in tasti separati.