“Pay As You Go” Computing e gli ultraportatili.
In questi giorni la Microsoft ha depositato dei brevetti sul “pay as you go”, ovvero il modo per stabilire quanto si sta facendo lavorare un computer e che programmi vengono usati.
Per essere ottimisti questo sistema darà la possibilità a tutti di utilizzare i vari software di riferimento, ad esempio Adobe Illustrator e Photoshop, legalmente e solo quando servono.
Diciamo che se devo farmi un piccolo logo o ritoccare una foto invece di impazzire a trovare un software free, o a trovare un programma decente per linux, posso usare il programma più adatto senza dover comprare una licenza.
Per essere pessimisti questo sistema controllerà perfettamente come si usano i computer e daranno meno voglia di “provare” i programmi per imparare, dato che comunque si paga a tempo. Inoltre molti si preoccupano del fatto che con questo tipo di utilizzo del personal computer non si è più propietari del software e dell’hardware, ma si è utenti di un servizio che può essere revocato, e che questo sistema unito al DRM (digital rights management) può dare un controllo perfetto di tutto quello che si fa e che si è in grado di fare col computer.
Già con Windows Vista l’utente non è propietario del software, come dice la licenza di Vista:
“The software is licensed, not sold. This agreement only gives you some rights to use the software. Microsoft reserves all other rights. Unless applicable law gives you more rights despite this limitation, you may use the software only as expressly permitted in this agreement. In doing so, you must comply with any technical limitations in the software that only allow you to use it in certain ways. ”
(per una panoramica sulla licenza di vista consiglio badvista.fsf.org)
Insomma diverremmo non propietari di hardware e software ma abbonati ad un servizio di cui l’hardware è solo uno strumento, esattamente come la tua carta di credito o i programmi gestiti dalla Microsoft.
Immagino scene apocalittiche in cui dopo aver lavorato per settimane ad un progetto, il computer non si accende più perchè non c’e’ conessione ad internet o perchè la postepay ha finito il credito o la carta di credito è stata rubata e bloccandola si è bloccato anche l’utilizzo del pc.
Di certo il punto forte di questo tipo di licenza sono gli ultraportatili, dato che per lo più sono utilizzati per i programmi di routine, come email, internet e office, probabilmente non si pagherà nulla per questi servizi, ma allo stesso tempo si potrebbero installare direttamente dalla microsoft e via rete i vari programmi, usarli per qualche ora e poi cancellarli, ovunque ci si trova.
Provate ad immaginare ora di essere all’estero per lavoro col vostro ultraportatile, avete bisogno di un programma particolare all’improvviso, vi basta andare in un internet caffè e scaricarvelo comodamente nella vosta lingua, usarlo per un paio d’ore e cancellarlo dopo aver finito.
Credo che pagando via carta di credito per i vari utilizzi del software, la microsoft darà anche uno spazio disco dove salvare qualche dato, tipo spazio web ma personale.
Quindi probabilmente ci saranno degli account microsoft dove accedendo da qualsiasi computer si possono utilizzare tutte le applicazione installate non sul computer ma sul server.
Immaginatevi degli Internet caffè dove ci si siede si mette la propia login o magari il proprio pollice per un controllo biometrico e ovunque ci si trova si ha lì il proprio desktop, le proprie impostazioni, i propri dati, i programmi preferiti e tutti gli altri che si possono usare all’istante.
In quest’ottica prenderebbero senso anche i netbook (che sono nati appunto come client per usare applicazioni sui server).
Di certo la privacy sarà una questione solo relativa alla coscienza della Microsoft o delle altre ditte che utilizzeranno il “pay as you go”, dato che gli utenti non hanno nessun modo per difenderla.